domenica 6 aprile 2014

Lago Tana


 
Il varo del Lago Tana (g.c. Mauro Millefiorini via www.naviearmatori.net)
Incrociatore ausiliario, già motonave da carico da 783,01 tsl, lunga 69,72 metri, larga 9,8, pescaggio 3,8 (minimo)-5 (massimo) m, velocità 15 nodi. Matricola 189 al Compartimento Marittimo di Roma. Durante la guerra effettuò 273 missioni di guerra (176 di scorta, 50 di trasporto, 40 di trasferimento e 7 di altro tipo), percorrendo 37.296 miglia e passando 116 giorni ai lavori (o comunque fuori servizio).


Breve e parziale cronologia.

1939
Impostazione nei cantieri Tosi di Taranto.
1939
Varo nei cantieri Tosi di Taranto.
1940
Entrata in servizio come motonave da carico per la Società Anonima di Navigazione Eritrea (dal 10 aprile 1941 Società Anonima Esercizio Navigazione) di Roma. La nave, ordinata nel 1938 con la gemella Lago Zuai per effettuare servizio passeggeri lungo le coste dell’Eritrea, non vedrà mai le acque del Mar Rosso.
28 giugno 1940
Lascia Catania con 200 tonnellate di benzina in fusti, arrivando a Tripoli il 29 giugno: si tratta di uno dei primi, e per il momento indisturbati, viaggi verso la Libia della battaglia dei convogli.
13 luglio 1940
Requisita dalla Regia Marina ed iscritta nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato (a partire dalle 8 del 13 luglio) con sigla D 22, come incrociatore ausiliario. Armata con due cannoni da 100/47 mm, 4 mitragliere da 20/65 mm e due scaricabombe per bombe di profondità.
Al comando dapprima del tenente di vascello Giuseppe Oxilia (che guadagnerà, al suo comando, due Medaglie di Bronzo al Valor Militare) e poi del tenente di vascello di complemento Corrado Schinko, il Lago Tana viene adibito alla scorta di convogli.
Il comandante Schinko, polesano, aveva combattuto contro l’Italia nell’Imperialregia Marina Austroungarica durante la prima guerra mondiale: aveva anche preso parte ad un tentativo di colpo di mano ad Ancona nell’aprile 1918, quando un drappello austroungarico era sbarcato segretamente ad Ancona per tentare di catturare un’unità italiana, ma era stato catturato con tutti i suoi compagni ed era finito in prigionia. Finita la guerra, con l’annessione dell’Istria all’Italia, aveva cambiato il suo nome Konrad in Corrado ed aveva navigato sotto bandiera italiana come capitano mercantile per molti anni, per poi essere richiamato alle armi con l’entrata in guerra.
21 ottobre 1940
Il Lago Tana viene assegnato al ricostituito Comando Superiore Traffico Albania (Maritrafalba, già operativo dal 5 settembre al 12 ottobre 1940 ma senza che il Lago Tana vi fosse assegnato), insieme a numerose altre unità (cacciatorpediniere Carlo Mirabello ed Augusto Riboty, torpediniere Confienza, Curtatone, Solferino, Castelfidardo, Calatafimi, Monzambano, Generale Antonio Cantore, Generale Marcello Prestinari, Nicola Fabrizi e Giacomo Medici, incrociatori ausiliari Lago Zuai, Capitano A. Cecchi e RAMB III, MAS 534, 535, 538 e 539), e viene dislocato a Brindisi, per essere impiegato in compiti di scorta e convogli sulle rotte tra Italia ed Albania (e, successivamente, Grecia).
28 ottobre 1940
Lascia Brindisi alle 6.35 unitamente all’anziana torpediniera Giacomo Medici, scortando a Valona un convoglio formato dai piroscafi Argentina e Tagliamento e dalla motonave Città di Trapani. Il convoglio arriva a Valona alle 15 dello stesso 28 ottobre, dopo aver eluso, al largo di Brindisi, un attacco (non accertato) da parte del sommergibile greco Papanikolis.
13 novembre 1940
Lascia Bari all’1.45 insieme all’anziana torpediniera Confienza, di scorta ad un convoglio composto dal piroscafo Olimpia e dalla motonave Birmania, carichi di 799 veicoli. Le navi arrivano a Durazzo alle 8.30.
Inizio 1941
Assegnato alla scorta di convogli per l’Africa Settentrionale.
25 gennaio 1941
Lascia Napoli di scorta ai piroscafi tedeschi Duisburg ed Ingo. Il convoglio sosta a Palermo, poi riparte alle 7 del 26 gennaio diretto a Tripoli, dove dovrebbe arrivare alle 9 del 28. A Trapani il Lago Tana viene rilevato dal più grande incrociatore ausiliario Caralis, che non potrà però impedire che l’Ingo sia affondato da un attacco di aerosiluranti, ed il Duisburg gravemente danneggiato dal sommergibile britannico Upholder.
28 febbraio-3 marzo 1941
Scorta la motocisterna Rondine da Palermo a Trapani e poi a Tripoli.
16 marzo 1941
Il Lago Tana (TV Giuseppe Oxilia), in missione di scorta nel Mar Ionio ad un convoglio attaccato da un sommergibile, rapidamente contromanovra e contrattacca ritenendo, a torto, di aver affondato il sommergibile.
 
Distintivo del Lago Tana commemorante l’azione del 16 marzo 1941 (g.c. Carlo Di Nitto via www.naviearmatori.net)
27 settembre 1941
Alle 13.10 il Lago Tana, mentre scorta verso ovest un mercantile nei pressi di Capo Milazzo, viene avvistato in posizione 38°20’ N e 15°18’ E dal sommergibile britannico Upright, che alle 13.45 lancia due siluri da 1645 metri: entrambe le armi mancano il bersaglio, a causa della sottostima della reale velocità delle navi da parte del comandante britannico.
Il Lago Tana, dopo aver avvistato i siluri, contrattacca con il lancio di sette bombe di profondità, ma nessuna di queste esplode vicino all’Upright, che si è frattanto immerso a 21 metri ed ha modificato la rotta.
23 febbraio 1942
Alle 18.40 parte da Pantelleria per scortare a Lampedusa le motozattere tedesche F 152, F 154, F 156 e F 158, giunte da Palermo cariche di carri armati urgentemente richiesti dall’Afrika Korps, ma nonostante vi siano solo vento forza 2-3 da sud e mare forza 4, le motozattere, sovraccariche e la cui già scarsa tenuta del mare è stata ulteriormente ridotta dai danni causati nei giorni precedenti dal mare mosso, alle 21.40 devono invertire la rotta per tornare a Pantelleria, giungendovi alle 23.55 e ponendovisi all’ancora.
24 febbraio 1942
Lago Tana e motozattere lasciano di nuovo Pantelleria alle 18.30, giungendo (nonostante vento forza 2 da nordest e mare notevolmente mosso) a Lampedusa, da dove le motozattere proseguono da sole verso Tripoli.
1° aprile 1942
Il Lago Tana, insieme al cacciatorpediniere Aviere, alle torpediniere Libra, Pallade e Centauro ed alla nave soccorso Capri, partecipa alle operazioni di soccorso dei naufraghi dell’incrociatore leggero Giovanni delle Bande Nere, silurato ed affondato dal sommergibile britannico Urge alle 8.54, in posizione 38°37’5” N e 15°22’ E. In tutto vengono salvati 391 uomini, su 772 che erano imbarcati sul Bande Nere.
 
Il Lago Tana od il gemello Lago Zuai a Palermo nel 1941 (g.c. Coll. Domenico Iacono via www.betasom.it)
L’affondamento

Il 20 novembre 1942 il Lago Tana, al comando del TV Corrado Schinko, lasciò Trapani diretta a Tripoli (dove avrebbe dovuto trasportare dei rifornimenti), via Pantelleria e Lampedusa. Dopo una sosta a Pantelleria, la nave fece rotta su Lampedusa, dove avrebbe dovuto trasportare 127 militari di rinforzo per il presidio dell’isola, ma dalle 12.05 alle 12.35 fu attaccata da aerei alleati: si trattava di cacciabombardieri Bristol Beaufighter del 227th Squadron della Royal Air Force, guidati dal capitano (flight lieutenant) statunitense Carl Johnson, che la colpirono con un siluro, incendiandola e rendendola inutilizzabile. Secondo fonti italiane, la nave venne improvvisamente attaccata da otto quadrimotori, bombardata e mitragliata; di tutto l’armamento del Lago Tana, solo una mitragliera ebbe il tempo di rispondere al fuoco. Molti dei 217 uomini a bordo rimasero uccisi o feriti, gli altri tentarono di abbandonare la nave sulle scialuppe: ma le trovarono tutte crivellate di colpi ed inutilizzabili, perché erano state colpite quando la Lago Tana era stata mitragliata dagli aerei, nel corso dell’attacco. Gli uomini dovettero ugualmente abbandonare la nave, che stava sbandando ed era avvolta dalle fiamme, perciò si gettarono in mare o calarono ugualmente tutte le lance e le zattere disponibili, che tuttavia, per i danni, si allagarono ed affondarono subito.
Più tardi, alle 14.55, un nuovo attacco aereo, da parte di tre aerosiluranti Bristol Beaufort guidati dal tenente colonnello (wing commander) Graine, diede il colpo di grazia al piccolo incrociatore ausiliario, che, colpito ancora intorno alle 16, resistette comunque fino a dopo il tramonto prima di affondare in posizione 36°04’ N e 12°02’ E, tra Pantelleria e Lampedusa.
Gli equipaggi dei tre Beaufort, che avevano trovato la nave ancora fumante, rivendicarono di aver messo a segno tutti e tre i siluri, dopo di che il Lago Tana fu avvolto da fiamme altissime ed iniziò ad affondare; notarono anche l’equipaggio della nave italiana andare alle scialuppe.
I naufraghi, senza una sola imbarcazione intatta, rimasero in acqua senza galleggianti su cui porsi in salvo, e scomparvero quasi tutti.
Il Lago Tana aveva a bordo 90 uomini di equipaggio e 127 militari diretti a Lampedusa: i sopravvissuti furono soltanto due. 55 salme vennero depositate dalle onde sulle spiagge di Lampedusa.
Tra le vittime vi furono il comandante Schinko, la cui salma fu inumata nel Sacrario di Cristo Re a Messina, ed il direttore di macchina, il capitano del Genio Navale Giobatta Origone.



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