venerdì 2 gennaio 2015

Maya


La nave in un dipinto come Lackawanna (g.c. Brian Daley via www.sailorshome.org)


Piroscafo cisterna da 3867 tsl, 2198 tsn e 5550 tpl, lunga 105,2 metri e larga 13,5, pescante 7 metri, con velocità 9,5 nodi. Appartenente alla Cisterne Italiane Soliani-Saltamerenda con sede a Genova, matricola 1411 al Compartimento Marittimo di Genova.

Breve e parziale cronologia.

26 ottobre 1893
Impostata nei cantieri David J. Dunlop & Co. di Port Glasgow (Inch Yard) (numero di cantiere 220).
Febbraio 1894
Completata come Lackawanna per la Lackawanna Steam Ship Company Ltd, con sede a Londra (gestore F. E. Bliss, Anglo-American Oil Company). Stazza originaria 3855 tsl e 2468 tsn.
1901
Trasferita alla Anglo-American Oil Company Ltd. di Londra (l’odierna Esso).
22 dicembre 1909
Ceduta alla Deutsch-Amerikanisch Petroleum Gesellschaft di Amburgo in cambio di una nave della stessa età ma di maggiori dimensioni (l’August Korff, che verrà appunto a sua volta ribattezzata Lackawanna) e ribattezzata Sirius.
1914-1918
Durante la prima guerra mondiale viene requisita dalla Marina imperiale tedesca e dislocata a Cuxhaven come nave cisterna statica (deposito galleggiante di carburante) “C”.
10 dicembre 1919
Presa in carico dal Governo degli Stati Uniti e successivamente da quello del Belgio (Régie de la Marine, Anversa).
16 giugno 1920
Restituita alla Commissione per le riparazioni dei danni di guerra causati dalla Germania, poi in gestione al governo statunitense.
1921
Acquistata dalla Società Anonima Andora, con sede a Genova, e ribattezzata Fiamma.
1924
Acquistata dagli armatori genovesi Samengo & Mussinelli e ribattezzata Maya.
1925
Rivenduta a Gerolamo Massabo, sempre di Genova.
1927
Acquistata dalla Società Anonima Petroliere, con sede a Genova.
1928
La Società Anonima Petroliere diviene Cisterne Italiane Società Anonima di Navigazione.
1938
La compagnia proprietaria muta ragione sociale in Cisterne Italiane Soliani & Saltamerenda, mantenendo la sede a Genova.
10 giugno 1940
L’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale sorprende la Maya a Varna, nella neutrale Bulgaria, dalla quale potrà comunque rientrare in Italia.
La nave non sarà mai requisita dalla Regia Marina, né iscritta nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato.
21 dicembre 1940
Arriva a Varna (Bulgaria) proveniente da Batum (Romania) con 5000 tonnellate di gasolio.

L’affondamento

Il mattino del 4 settembre 1941 la Maya lasciò il Pireo insieme alla nave motonave romena Balcic, con la scorta della torpediniera Sirio. I due mercantili avrebbero dovuto raggiungere il Mar Nero e la Romania per imbarcare nafta romena e quindi tornare in Mediterraneo; la Sirio li avrebbe scortati sino all’imbocco dello stretto dei Dardanelli, non potendo proseguire oltre.
Alle 6.55 del del 5 settembre, però, Maya e Balcic, mentre procedevano su rotta 032°, vennero avvistate, ad una distanza di sette miglia, dal sommergibile britannico Perseus (capitano di corvetta Edward Christian Frederick Nicolay), in agguato più a nord del convoglio. Avvicinatosi per attaccare, alle 7.16 il Perseus identificò il Balcic e notò la presenza della Sirio, ma questo non arrestò l’attacco: alle 7.33 il battello britannico lanciò quattro siluri, da 4660 metri, contro la Maya.
Alle 7.40 (o 7.45) la pirocisterna italiana venne colpita da un siluro: la Sirio passò subito al contrattacco gettando quattro bombe di profondità, che però scoppiarono lontane dal sommergibile, senza fare danni. La torpediniera trasse poi in salvo l’equipaggio della nave cisterna: tutti gli uomini della Maya poterono essere salvati, tranne uno.
Alle 8.36, però, il Perseus tornò a quota periscopica e, vedendo la Maya sbandata di 50 gradi a sinistra ma ancora a galla, lanciò un altro siluro per darle il colpo di grazia. La Sirio evitò l’arma, che mancò anche il bersaglio prescelto, e tornò al contrattacco con 13 bombe di profondità, nessuna delle quali, tuttavia, esplose vicino al sommergibile.
Nonostante il pauroso sbandamento a sinistra, la Maya stentava ad affondare, ma, non essendo possibile prenderla a rimorchio, la Sirio dovette accelerarne l’affondamento a cannonate: la petroliera s’inabissò infine alle dieci del mattino nel punto 39°43’ N e 25°57’ E, sei miglia a sudovest dell’isola di Tenedos e 22 miglia a nordovest di Lesbo.

L’affondamento della Maya nel giornale di bordo del Perseus (da Uboat.net):

“0755 hours - Sighted a merchant ships [la Balcic] and a tanker [la Maya] to the Southward. Range was about 7 nautical miles. Estimated the enemy's course at 032°. Closed to attack.
0816 hours - The merchant vessel was identified as the Romanian Balcic. One destroyer/torpedo boat [la Sirio] was seen to be the escort.
0833 hours - Fired four torpedoes at the tanker from 5100 yards. Two explosions were heard thought to be torpedo hits. A counter attack of 4 depth charges followed but none were close.
0936 hours - Returned to periscope depth. Sighted the damaged tanker with a 50 degree list to Port. One torpedo was fired to finish her off but it missed. Now 13 depth charges followed but again none were close.
1037 hours - Returned to periscope depth. No sign of the tanker or of Balcic. The destroyer/torpedo boat was seen making off at high speed.”



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