martedì 13 ottobre 2015

F 117 Rampino


La nave quando portava l’originario nome di Scomber (da www.vidamaritima.com

Piroscafo per recuperi da 301,42 tsl e 112 tsn, lungo 39,6 metri, largo 7 e pescante 4, appartenente alla Società Recuperi Marittimi (So.Ri.Ma.) con sede a Genova, iscritto con matricola 1976 al Compartimento Marittimo di Genova.
Insieme ai piroscafi Artiglio, Arpione, Raffio, Rostro e Rastrello, faceva parte della celebre flotta recuperi della So.Ri.Ma., divenuta famosa a livello internazionale, nel periodo interbellico, per i numerosi recuperi effettuati in tutto il mondo e nelle condizioni più difficili, e per lo sviluppo di nuove tecnologie per l’immersione ed il recupero ad alta profondità.

Breve e parziale cronologia.

24 ottobre 1908
Varato nei cantieri Cochrane & Sons Shipbuilders Ltd. di Selby come piropeschereccio Scomber (numero di cantiere 446).
3 marzo 1909
Registrato a Fleetwood con sigla FD90.
6 marzo 1909
Completato e consegnato alla Mount Steam Fishing Company Ltd., con sede a Fleetwood; in gestione a George E. J. Moody di Grimsby. Stazza lorda e netta originarie, 270 tsl e 102 tsn.
14 giugno 1913
Il pescatore Ernest Craine muore lavorando sullo Scomber.
15 maggio 1914
Venduto alla società Trillo, Galiana y del Valles S. en C. di Barcellona, e registrato a Barcellona. (Alcune fonti parlano di un nuovo mutamento di nome, in Arana, ma si tratta di un errore: la nave continuò a chiamarsi Scomber anche sotto bandiera spagnola).
28 giugno 1914
Giunge a Barcellona da Fleetwood.
1914-1917
Impiegato nella pesca, solitamente lungo la costa atlantica del Marocco, pescando ogni volta 10-15 tonnellate di pesce.
17 aprile 1917
Lo Scomber, insieme al veliero Maria Asuncion (anch’esso spagnolo), soccorre l’equipaggio del piroscafo britannico Corfù, affondato dal sommergibile tedesco U 35 in posizione 35°14’ N e 08°25’ E (160 miglia a ponente di Gibilterra); tutti i marinai britannici, tranne tre, vengono salvati. Il comandante dello Scomber, Miguel Lopez Lloret, verrà per questo decorato dal Board of Trade britannico: durante una cerimonia ufficiale, alla presenza del comandante dell’Armada spagnola, di ufficiali della Marina spagnola, di rappresentanze degli equipaggi delle navi da guerra spagnole in porto e del presidente dell’Associazione Nautica spagnola, il console britannico consegna ai comandanti dei due bastimenti due coppe d’argento recanti incisioni con parole di ringraziamento e la data del salvataggio; pronuncia poi un discorso col quale elogia il valore umanitario dei marinai spagnoli e li ringrazia per conto delle famiglie dei naufraghi.
Metà 1917
Lo Scomber viene requisito dal Comitato del Traffico Marittimo del governo spagnolo, adattato al trasporto di merci ed impiegato nel traffico di cabotaggio.
Ottobre 1918
Secondo alcune fonti lo Scomber sarebbe stato in questa data trasferito ad un armatore di Bilbao e registrato in quel porto.
1918
Venduto al governo francese (Transports Maritimes et Marine Marchandes), ribattezzato Annibal. Impiegato dalla Marine Nationale durante la prima guerra mondiale come dragamine ausiliario, di base a Cherbourg, nelle acque della Normandia.
Vi sono però delle discrepanze circa questo periodo di servizio: secondo fonti francesi, infatti, la nave sarebbe stata requisita a Boulogne già dal 2 agosto 1914 (mentre dovrebbe essere rimasta spagnola almeno fino al 1917) ed impiegata a Le Havre, tanto da partecipare, il 5 agosto 1916, al tentativo di cattura del sommergibile tedesco UB 26, autoaffondatosi nel porto di Le Havre dopo essere rimasto intrappolato in reti antisommergibile (poi recuperato dalla Marina francese e rimesso in servizio come Roland Morillot), e portarne in porto i superstiti fatti prigionieri. Inoltre le stesse fonti indicano il nome della nave in Neptune I, ex Annibal, già nel 1916, mentre per altre fonti dovrebbe aver assunto questo nome solo nel 1922.
1° dicembre 1918-30 gennaio 1919
Viene riattato a Brest prima di essere restituito al suo armatore. Ultimo suo comandante militare è il premier maître timonier Eugène François-Marie Le Morvan.
31 gennaio 1919
Lascia Brest.
2-3 febbraio 1919
Giunge a Boulogne-sur-Mer il 2 e viene visitato da una commissione di derequisizione il 3.
4 febbraio 1919
Derequisito.
1922
Venduto a Victor Basquet (o Bousquet) di La Rochelle, registrato a La Rochelle (LR.2534) e ribattezzato Neptune I. Nominativo di chiamata OBPR; stazza lorda e netta risultano essere 284 tsl e 108 tsn.
1934
Acquistato dalla Società Recuperi Marittimi (Sorima) di Genova, ribattezzato Rampino e trasformato in nave per recuperi.
Uno dei primi recuperi a cui partecipa è il più famoso tra quelli compiuti dalla So.Ri.Ma.: il recupero, tra il 1930 ed il 1939, di 7 tonnellate d’oro e 40 tonnellate d’argento dal relitto del piroscafo britannico Egypt, affondato per collisione il 20 maggio 1922 a 30 miglia da Pointe du Raz (Bretagna) e giacente alla profondità di ben 130 metri.
Ottobre 1935
Il Rampino e l’Artiglio localizzano il relitto del piroscafo britannico Lincolnshire, affondato dal sommergibile tedesco U 57 il 29 marzo 1917, otto miglia a sudovest di Hook Point (Irlanda), con un prezioso carico i rame.
Nello stesso periodo, assieme ad Artiglio, Arpione e Rostro, il Rampino cerca anche, senza risultato, il relitto del famoso transatlantico Lusitania, affondato dal sommergibile tedesco U 20 il 7 maggio 1915 con 1198 vittime.
I lavori di recupero del carico del Lincolnshire non partiranno, perché tutte le navi della So.Ri.Ma. saranno temporaneamente richiamate in Italia dal governo a seguito dello scoppio della guerra d’Etiopia.
Luglio 1939
Durante le ultime fasi dei lavori, il Rampino recupera 12 kg d’oro e 205 kg d’argento dal relitto dell’Egypt.
30 maggio 1940
Requisito a Durazzo dalla Regia Marina.
1° giugno 1940
Iscritto dalle ore 00.00 nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato con sigla F 117, come unità per il pilotaggio foraneo e nave scorta ausiliaria.
25 luglio 1940
Parte da Genova alle ore 21, alla volta di Bengasi.
2 agosto 1940
Arriva a Bengasi alle 22, dopo un viaggio tranquillo.
10 maggio 1941
Derequisito.
8 ottobre 1941
Nuovamente requisito dalla Regia Marina, a Tripoli, ma non iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato.
 

Lo Scomber (a destra) mentre scarica del pesce a Fleetwood (foto di Stephen Bird, via www.fleetwood-trawlers.info
L’affondamento

Alle 19 del 14 gennaio 1942 il Rampino, al comando del capitano Carlo Lenci, salpò da Tripoli alla volta di Trapani (per altra fonte Taranto). Partito insieme ad un convoglietto di motovelieri, il Rampino se ne separò e proseguì da solo per la sua rotta.
Nelle prime ore del 17 gennaio, la piccola nave stava procedendo nella notte buia e senza luna sulla rotta da Susa a Pantelleria, quando alle 3.11 fu avvistata dal sommergibile britannico P 35 (poi divenuto Umbra). Il comandante britannico, tenente di vascello Stephen Lynch Conway Maydon, vide a proravia una sagoma bassa e scura che scambiò per un U-Boot; si portò all’attacco e, alle 3.20, lanciò tre siluri da 1370 metri, per poi immergersi immediatamente.
Un solo siluro andò a segno, ma fu più che sufficiente a disintegrare il minuscolo Rampino, che affondò all’istante in posizione 35°59’ N e 10°46’ E, a nord-nord-est di Susa.
Sul Rampino il fuochista Romolo Giribaldi, di Imperia, stava spalando carbone nel bruciatore della caldaia quando il siluro colpì. Si ritrovò in acqua senza sapere cosa fosse accaduto; raggiungendo la superficie, batté la testa contro qualcosa che scoprì essere una zattera, vi si arrampicò sopra e vi si sedette: era l’unico sopravvissuto tra i 15 uomini che componevano l’equipaggio del Rampino.
Dopo essere rimasto immerso per alcune ore, ritenendo di aver sentito il rumore prodotto da una piccola unità di vigilanza che per un breve periodo si fermò e ripartì più volte, Maydon riemerse alle 6.36 e tornò sul luogo del siluramento, dove alle otto avvistò due zattere: una era vuota, l’altra aveva a bordo Romolo Giribaldi. Dopo aver recuperato l’unico superstite del Rampino, il P 35 s’immerse in posizione 35°59’ N e 10°48’ E alle 8.39.
Giribaldi, che parlava un po’ d’inglese, raccontò agli uomini del P 35 che la sua nave era impegnata in un tentativo di recupero del sommergibile britannico P 32, affondato da un’esplosione interna al largo di Tripoli il precedente 18 agosto; spiegò come si era salvato ed accusò Mussolini per quello che era successo e per la situazione dell’Italia.
Per il resto della missione del P 35, prima di essere sbarcato come prigioniero, Giribaldi – soprannominato dall’equipaggio britannico “Joe” – “lavorò” sul sommergibile come aiuto cuoco ed aiutò persino, talvolta, a ricaricare dei siluri. Dopo essere stato sbarcato, venne interrogato e spiegò le modalità di sbarco dei rifornimenti che giungevano al porto di Tripoli.


L’affondamento del Rampino nel giornale di bordo dell’Umbra (da Uboat.net):

“0311 hours - A low dark shape was sighted ahead. It was thought to be a u-boat. Started attack.
0320 hours - In position 35°59'N, 10°46'E fired three torpedoes from 1500 yards. Dived on firing. One hit was obtained.
0330 hours - Heard HE of a small patrol vessel stopping and starting. This soon turned away and retired bearing 080° and HE soon faded.
0636 hours - Surfaced near the position of the attack.
0800 hours - Sighted a raft with one survivor. Picked him up. Another raft was seen but it was empty.
0839 hours - Dived in position 35°59'N, 10°48'E.”
 
Un’altra imagine della nave quando si chiamava Scomber (foto di John Clarkson, via www.fleetwood-trawlers.info



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