domenica 13 marzo 2016

DM 1 Luigi Razza

Il Luigi Razza (g.c. Mauro Millefiorini)

Costruito nel 1938 per l’armatore Nicola Marcheggiani di San Benedetto del Tronto (che l’aveva iscritto con matricola 895 al Compartimento Marittimo di Ancona), il Luigi Razza, con le sue 113 tsl, era una delle unità più grandi e moderne della flotta peschereccia italiana.
Ciò fece sì che, prevedibilmente, anche questa nave non sfuggisse all’ondata di requisizioni che, a cavallo della dichiarazione di guerra, colpì centinaia di pescherecci italiani.
Requisito già il 18 maggio 1940, a Rovigno d’Istria, dalla Regia Marina, il 1° giugno 1940 (dalle ore 00.00) il Luigi Razza fu iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato: come innumerevoli altri motopescherecci, venne trasformato in dragamine. La sua caratteristica fu inizialmente G 84 (dragamine d’altura), successivamente cambiata in DM 1 (dragamine magnetico).
Dopo tre anni di servizio privi di eventi di rilievo, la fine del Luigi Razza venne insieme alla fine della campagna tunisina, pochi giorni prima della caduta di Tunisi e Biserta.
Il mattino del 29 aprile 1943 la piccola unità era in servizio nel Golfo di Tunisi, quando venne sottoposta ad una serie di attacchi aerei angloamericani. A riprova dello strapotere aereo alleato, e della sovrabbondanza di risorse di chi, ormai, poteva permettersi un tale dispendio di munizioni per affondare un bersaglio tanto modesto, ben venti attacchi aerei furono lanciati, tra le 11.30 e le 22.30, contro questo motopeschereccio trasformato in dragamine.
Alle 22.30 il Luigi Razza, colpito, affondò mezzo miglio a nord di Ras el Ahmar. Il suo equipaggio aveva già potuto mettersi in salvo per intero, non vi furono vittime.



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