martedì 1 novembre 2016

Giovanni Da Procida

Il Da Procida nel 1941 (Coll. Erminio Bagnasco via www.associazione-venus.it)

Sommergibile di media crociera della classe Mameli (dislocamento di 830 tonnellate in superficie e 1010 in immersione).

Breve e parziale cronologia.

21 settembre 1925
Impostazione nei cantieri Franco Tosi di Taranto.
1° aprile 1928
Varo nei cantieri Franco Tosi di Taranto.

Il Da Procida poco dopo il completamento (g.c. STORIA militare)

20 gennaio 1929
Entrata in servizio. Il Da Procida va a formare con i tre gemelli (Goffredo Mameli, Tito Speri e Pier Capponi) la Squadriglia di Media Crociera, di base a Taranto.
Primo comandante del Da Procida, dal 20 settembre 1928 (con l’unità ancora in allestimento) al 27 novembre 1929, è il capitano di corvetta Gaetano Catalano Gonzaga.
1929
Da Procida, Capponi e Mameli compiono una lunga crociera con scalo nei porti della Spagna mediterranea e poi anche in Atlantico, fino a Cadice e Lisbona. Si tratta della prima crociera atlantica compiuta da sommergibili italiani.
1930
La Squadriglia di Media Crociera diventa la IV Squadriglia Sommergibili.
1931
La IV Squadriglia Sommergibili viene trasferita a Napoli.

Il battello a Taranto nel 1931 (da “Uomini sul fondo” di Giorgio Giorgerini, Mondadori, 1994).

1933
La IV Squadriglia Sommergibili effettua una crociera d’addestramento della durata di una ventina di giorni, con scalo a Salonicco, Lero e Rodi, i cui risultati sono giudicati come molto soddisfacenti.
1934
La IV Squadriglia Sommergibili viene nuovamente trasferita a Taranto, ed è rinominata IX Squadriglia Sommergibili (3° Flottiglia Sommergibili). Le sue unità proseguono nel normale addestramento, con crociere di breve durata in Italia e nel Dodecaneso.
1935
La IX Squadriglia Sommergibili viene rinominata XII Squadriglia Sommergibili.
Agosto-Settembre 1937
Partecipa alla guerra civile spagnola con una missione clandestina in Mar Egeo, al comando del capitano di corvetta Ronca. Durante la missione il Da Procida inizia 21 manovre d’attacco, ma in un solo caso lancia un siluro, che non va a segno.
Settembre 1937
Seconda missione clandestina nell’ambito della Guerra di Spagna, sempre al comando del capitano di corvetta Ronca.
1938
La XII Squadriglia Sommergibili viene rinominata XLI Squadriglia Sommergibili. Successivamente è trasferita a Messina.
Giugno 1938
Il Da Procida ed il Tito Speri partecipano, a Taranto, alla sperimentazione del nuovo apparato «Girosi», consistente in uno speciale apparato lanciafiamme che consente al sommergibile immerso di incendiare del carburante precedentemente espulso e finito su una vasta area della superficie: scopo di tale apparato è di intralciare, con le fiamme alimentate dal carburante incendiato che galleggia sulle onde, il transito di navi nemiche in passaggi obbligati od imboccature di porti, e/o di danneggiare le navi nemiche che transitano in tali passaggi.
Per l’esperimento il Da Procida, trovandosi in affioramento con i periscopi ammainati, emette della nafta in superficie, poi si allontana con una manovra d’immersione rapida mentre arriva lo Speri, che incendia subito la nafta con l’apparato «Girosi». Tale apparecchio, la cui efficacia è stata dimostrata da questo esperimento, verrà installato su altri 23 sommergibili, ma non avrà mai modo di essere utilizzato.
10 giugno 1940
All’entrata in guerra dell’Italia, il Da Procida, insieme a Speri, Mameli e Capponi, forma la XXXIV Squadriglia Sommergibili (III Gruppo Sommergibili), avente base a Messina.
Giugno 1940-Aprile 1941
Al comando dapprima del capitano di corvetta Guido D’Alterio e successivamente del capitano di corvetta Gustavo Lovatello, il Da Procida effettua 16 missioni offensive nel Canale di Sicilia, nelle acque del Dodecaneso, al largo di Malta, nel Canale d’Otranto e al largo della Liguria; non coglie però alcun risultato. In un caso lancia due siluri contro un sommergibile avversario, ma senza successo.
Giugno 1940
Inviato in agguato nel Canale di Sicilia.
Agosto 1940
Inviato in agguato al largo delle coste della Palestina.
Settembre 1940
Inviato in agguato al largo di Alessandria d’Egitto.
11-12 novembre 1940
Il Da Procida si trova nella base di Taranto durante l’attacco di aerosiluranti britannici noto come “notte di Taranto”, che porta all’affondamento della corazzata Conte di Cavour ed al grave danneggiamento delle corazzate Vittorio Veneto e Duilio. Il sommergibile non subisce danni.

Il Giovanni Da Procida, in primo piano, ed il Menotti, in secondo piano, affiancati al pontone-caserma GM 64 Buttafuoco, ex pirofregata corazzata Erzherzog Albrecht dell’Imperialregia Marina Austroungarica. Marzo 1941 (g.c. STORIA militare)

Aprile 1941-Febbraio 1942
Dislocato a La Spezia, viene impiegato in esperimenti ed esercitazioni antisommergibile con unità navali ed aeree. Per un periodo presta anche servizio alle dipendenze della Scuola Sommergibili di Pola, insieme a Mameli e Speri.
Settembre 1941
Inviato in agguato difensivo al largo della Liguria durante l’operazione britannica «Halberd», consistente nell’invio di un convoglio a Malta (cisterna militare Breconshire e navi da carico Ajax, City of Lincoln, City of Calcutta, Clan MacDonald, Clan Ferguson, Rowallan Castle, Imperial Star e Dunedin Star con un carico complessivo di 81.000 tonnellate di rifornimenti), ma che i comandi italiani, non conoscendo il vero obiettivo dei britannici, temono invece essere un attacco alle coste italiane.

Il Da Procida a La Spezia nel 1941, con la colorazione mimetica sperimentale applicata a Taranto (g.c. Dante Flore, da “I sommergibili italiani” di Achille Rastelli)

9 febbraio 1942
Entra in cantiere per un periodo di lavori di rimodernamento. La sagoma della torretta viene radicalmente modificata (riducendone di molto il volume), i vecchi motori diesel vengono sostituiti con altri nuovi ed aventi maggiore potenza (4000/1100 HP, consentendo una velocità in superficie di 17 nodi), ed il cannone da 102/35 mm viene sbarcato e sostituito con una mitragliera contraerea da 20 mm. Il sommergibile, al suo interno, viene pressoché “svuotato” e ricostruito con apparecchiature più moderne.
Agosto 1942
Conclusione, a fine mese, dei lavori di rimodernamento.
8 settembre 1943
All’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, il Da Procida (capitano di corvetta Gustavo Lovatello) si trova ai lavori a Taranto, porto che rimane sotto controllo italiano.
26 agosto 1944
Terminati i lavori e tornato in piena efficienza, il Da Procida (tenente di vascello Francesco Castracane) lascia Taranto diretto a Gibilterra.
31 agosto 1944
Giunge a Gibilterra, dopo una tappa ad Orano.
11 settembre 1944
Salpa da Gibilterra diretto nelle isole Bermuda, dove sarà adibito, con altri sommergibili italiani, all’attività addestrativa dei mezzi antisommergibili della Marina statunitense (per conto del Destroyer and Destroyer Escort Shakedown Group, ossia Gruppo di Prova dei Cacciatorpediniere e Cacciatorpediniere di Scorta).
21 settembre 1944
Arriva a Bermuda, sede della Flottiglia Sommergibili dell’Atlantico Occidentale (per gli americani, Italian Submarine Squadron One, Royal Italian Navy), al comando del capitano di fregata Emilio Berengan. Tale flottiglia è posta alle dipendenze della Submarine Division 72 dell’US Navy (contrammiraglio I. C. Sowell, poi capitano di vascello Michael P. Russillo) e del Submarine Squadron 7 (capitano di vascello W. N. Christensen).

Il Da Procida con lo schema mimetico definitivo adottato dopo prove a La Spezia (Coll. A. Turrini, via www.betasom.it

8 ottobre 1944
Inizia la prima esercitazione antisommergibili.
Usualmente le esercitazioni occupano cinque giorni a settimana, dalle 6 alle 18, e si svolgono a nordovest delle Bermude, a Port Royal, St. George, Great Sound, King’s Point, Ordinance Island e Malabar; vi partecipano un sommergibile ed una o più navi, e quando a prendervi parte è una Task Force (con una portaerei di scorta, un gruppo di cacciatorpediniere ed una nave ausiliaria) durano 7-10 giorni. Complessivamente il periodo d’addestramento è di un mese circa; i sommergibili, ormeggiati a King’s Bay, salpano ogni giorno con metà dell’equipaggio (l’altra metà è in franchigia, a giorni alterni), procedono a 4 nodi (la velocità loro consentita) e giungono in mare aperto in un’ora e mezza, impiegando poi altre due ore per raggiungere le aree operative più periferiche. Arrivati nella zona assegnata, s’immergono ed aspettano il contatto da parte delle unità in addestramento, emergendo – per farsi vedere – e poi reimmergendosi se, due ore dopo l’immersione iniziale, non è successo niente. Di solito trascorrono quattro ore nella zona assegnata.
Nell’addestramento delle Task Force, l’area operativa è un quadrato avente lato di 80 miglia, nel quale il sommergibile arriva due ore prima della Task Force, aspettando in superficie; viene poi localizzato dai velivoli della portaerei (due devono essere costantemente in volo) ed attaccato, dopo di che s’immerge con la rapida e tenta di disimpegnarsi, vincolato solo dall’obbligo di restare nell’area operativa. Dopo l’immersione gli aerei utilizzano anche boe sonar; l’esercitazione si conclude quando il sommergibile viene individuato e messo sotto caccia. A questo punto il sommergibile emerge e si trasferisce in un’altra zona del settore operativo; le esercitazioni continuano anche durante la notte.
I sommergibili italiani svolgono un utile servizio: di robusta costruzione, sono in grado d’immergersi a profondità maggiori rispetto ai sommergibili statunitensi delle classi più anziane, adibiti all’addestramento, ed al contempo permettono di “liberare” sommergibili di nuova costruzione per il servizio attivo nel Pacifico.
Tutti i sommergibili, dopo alcune riparazioni, vengono dotati di sonar, per la prima volta nella Marina italiana.
Ottobre 1944-Febbraio 1945
Partecipa, nelle acque delle Bermuda, a 55 esercitazioni antisom per le unità Alleate.
27 febbraio 1945
Da Procida e Speri (anch’esso inviato nell’Atlantico occidentale per l’addestramento antisommergibili delle navi statunitensi) lasciano Port Royal, nelle Bermuda, diretti a Guantanamo Bay (Cuba) per proseguire l’attività di addestramento antisommergibili delle unità Alleate in acque più vicine agli ormeggi rispetto a quelle delle Bermuda.
2 marzo 1945
Arriva a Guantanamo Bay.
Febbraio-Agosto 1945
Effettua 72 esercitazioni antisommergibili per navi Alleate, con base a Guantanamo.
6-8 marzo 1945
Il Da Procida partecipa ad esercitazioni antisommergibili giornaliere insieme al cacciatorpediniere statunitense Hawkins ed alla fregata statunitense Davenport.
14-16 marzo 1945
Il Da Procida partecipa ad esercitazioni antisommergibili insieme al cacciatorpediniere di scorta USS Hanna ed alle fregate statunitensi Bayonne, Davenport, Forsyth e Greensboro.
8 agosto 1945
Lascia Guantanamo diretto a Key West.
10 agosto 1945
Arriva a Key West.
Poco tempo dopo, con la resa del Giappone, la seconda guerra mondiale volge al termine.

Il Da Procida in bacino di carenaggio (Coll. Guido Alfano, via Giorgio Parodi e www.naviearmatori.net

26 settembre 1945
Lascia Key West per tornare alle Bermuda, insieme al sommergibile Vortice, con la scorta del rimorchiatore di salvataggio statunitense Chain (ARS 20).
27 settembre 1945
Si unisce alla formazione un terzo sommergibile italiano, il Marea, proveniente da Port Everglades.
1° ottobre 1945
Arriva a Bermuda (o Port Royal).
5 ottobre 1945
Il Da Procida salpa da Bermuda insieme ai sommergibili Atropo, Dandolo, Marea, Speri, Vortice ed Onice, scortati ancora dal Chain.
16 ottobre 1945
I sommergibili giungono a Punta Delgada (Azzorre) in mattinata.
18 ottobre 1945
Sommergibili e Chain lasciano Punta Delgada a mezzogiorno, diretti a Gibilterra.
26 ottobre 1945
I sommergibili giungono a Gibilterra in mattinata.
28 ottobre 1945
Sommergibili e Chain lasciano Gibilterra intorno alle 3.
3 novembre 1945
Il Da Procida, gli altri sommergibili ed il Chain arrivano a Taranto: finalmente, la guerra è finita anche per loro.
1° febbraio 1948
In base alle clausole del trattato di pace di Parigi, che impongono il completo smantellamento della superstite flotta subacquea italiana (in origine era prescritto l’affondamento dei sommergibili in alti fondali, poi commutato – su richiesta dell’Italia – in demolizione per ricavarne il prezioso metallo, utile nella ricostruzione del Paese), il Da Procida viene radiato.
Demolito nel 1949.
 

Febbraio 1947: i tre superstiti battelli della classe Mameli, in primo piano, ed altri sommergibili italiani in disarmo a Taranto, ormai in attesa della demolizione (g.c. STORIA militare)

Caduti in guerra tra l’equipaggio del Da Procida:

Pacifico D’Ettore, marinaio silurista, da Civitanova Marche, deceduto in territorio metropolitano il 26 ottobre 1943

Eduardo Parisi, capo meccanico di seconda classe, da La Spezia, disperso nel Mediterraneo il 20 maggio 1941

Giovanni Scanni, sottocapo elettricista, da Bari, deceduto in territorio metropolitano il 13 febbraio 1941



Un’altra immagine del Da Procida (da www.grupsom.com)

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