venerdì 10 marzo 2017

MS 53

La MS 53 a Monfalcone nel febbraio 1943 (g.c. Giorgio Parodi via www.naviearmatori.net

Motosilurante tipo CRDA da 60 tonnellate, seconda serie (dislocamento di 68 tonnellate, lunghezza 28 metri, larghezza 4,30 e pescaggio 1,73, propulsa da tre motori diesel su tre eliche, velocità 30 nodi; armata con due tubi lanciasiluri da 533 mm, due da 450 mm, due mitragliere da 20/65 mm, due da 6,5 mm e due tramogge per otto bombe di profondità). Il progetto di tali unità era derivato, con poche modifiche, dallo studio di alcune motosiluranti jugoslave catturate nel 1941, a seguito dell’invasione della Jugoslavia: queste ultime, di costruzione tedesca, erano una versione da esportazione della prima classe di Schnellboote tedesche, la classe S-1. Le loro forme di carena permettevano il raggiungimento di velocità elevate unito ad una tenuta del mare molto migliore di quella dei MAS, inadatti all’impiego in mare aperto con tempo non ottimale.

Breve e parziale cronologia.

6 agosto 1942
Impostata nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone (numero di costruzione 1391).
22 ottobre 1942
Varata nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone.
9 marzo 1943
Entrata in servizio. Assegnata alla V Squadriglia Motosiluranti.
Luglio 1943
Dislocata in Sicilia per operare a contrasto delle forze navali angloamericane impegnate nell’invasione dell’isola.
19 luglio 1943
La MS 53 e la gemella MS 51 partecipano ad un violento combattimento con motosiluranti Alleate al largo di Acireale.
21 luglio 1943
Durante la notte sul 21 la MS 53, insieme alle gemelle MS 21, MS 51 e MS 66, attacca infruttuosamente due cacciatorpediniere Alleati, il britannico Quantock ed il greco Adrias, ad est di Capo Campolato. Nello scontro a distanza ravvicinata rimane gravemente danneggiata la MS 66, sulla quale muore il comandante della V Flottiglia Motosiluranti, capitano di corvetta Curzio Castagnacci. Il Quantock e l’Adrias riportano lievi danni ed alcune perdite per il tiro delle mitragliere delle motosiluranti italiane.
28-29 luglio 1943
La MS 53, insieme alle gemelle MS 21, MS 65 e MS 66, si scontra con le motosiluranti statunitensi PT 203, PT 214 e PT 218 (tenente di vascello Ernest C. Arbuckle, capo formazione) in una confusa schermaglia notturna. Le motosiluranti americane, di ritorno a Palermo (già occupata dagli Alleati) dopo un’infruttuosa sortita notturna per attaccare il naviglio impegnato nell’evacuazione delle truppe dell’Asse attraverso lo stretto di Messina, rilevano quelle italiane al radar e lanciano contro di esse una salva di siluri, che però passano senza esplodere sotto gli scafi delle unità italiane. La PT 218 si avvicina poi per attaccare con le mitragliere, ordinando alle altre due di eseguire un secondo attacco con i siluri; ne segue una mischia a distanza ravvicinata in cui le unità dei due gruppi, procedendo su rotte parallele, si scambiano un intenso fuoco a distanza ravvicinata per alcuni minuti. Lo scontro si conclude senza vincitori né vinti; la PT 218 viene crivellata di colpi e subisce danni gravissimi, con molte perdite tra l’equipaggio (lo stesso Arbuckle è ferito gravemente).
30 luglio 1943
Nella notte sul 30 la MS 53, insieme a MS 21, MS 65 e MS 66 (capoflottiglia, capitano di fregata Alessandro Michelagnoli), prende il mare per una crociera di protezione indiretta ad un convoglio italiano salpato da Messina e diretto verso nord; durante la notte le quattro motosiluranti si scontrano con due analoghe unità statunitensi, la PT 204 e la PT 217, dando vita ad un combattimento protrattosi per oltre un’ora e terminato in una mischia dalla quale le unità italiane escono sostanzialmente indenni, ritenendo – da parte loro – di aver seriamente danneggiato quelle avversarie. In realtà anche le motosiluranti americane non hanno riportato danni di particolare gravità; solo la PT 204 è stata colpita, senza perdite tra l’equipaggio.
Successivamente la MS 53 viene trasferita alla IV Flottiglia MAS, con la quale opererà nelle acque del Mar Ionio fino all’armistizio.
8 settembre 1943
All’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, la MS 53 si trova a Crotone.
9 settembre 1943
Alle due di notte la MS 53, insieme alla MS 65 ed al MAS 547, lascia Crotone diretta a Taranto, per evitare il rischio di essere catturata dalle truppe tedesche in movimento nella zona (che però non attaccheranno Crotone, essendo dirette verso Salerno per contrastare lo sbarco Alleato). Le tre piccole unità giungono a Taranto alle 8.30.
In serata la MS 53 (sottotenente di vascello di complemento Mario Manusardi), insieme alla corvetta Flora (tenente di vascello Giorgio Volpe), scorta il rimorchiatore Tarantola e la motozattera MZ 758, che trasportano una compagnia del Battaglione «San Vito» inviata a rinforzare il presidio della batteria costiera «Toscano» (situata presso Marina di Ginosa, all’estremità occidentale del perimetro della piazzaforte di Taranto), che ha segnalato che truppe tedesche si stanno avvicinando al proprio caposaldo con intenzioni poco chiare. MS 53 e Flora si trattengono poi sul posto per appoggiare con le loro armi il presidio della batteria nel caso dovessero accendersi scontri a terra; i reparti tedeschi, tuttavia, si allontanano senza reazione.
La MS 53 rimane poi di base a Taranto fino a novembre.
28 ottobre 1943
Trasferita da Taranto a Brindisi, inquadrata nella I Flottiglia MAS.
Novembre-Dicembre 1943
La MS 53, insieme alle MS 54, 55, 56, 61, 65 e 73 (le MS 31, 33 e 74 vi si sono già trasferite in ottobre), viene trasferita a Termoli per essere impiegata in missioni speciali di trasporto e sbarco di informatori e “commandos” britannici sulla costa adriatica dell’Italia centrale e settentrionale occupata dalle forze tedesche.
 

La MS 53 (sulla sinistra, vista di poppa) ormeggiata a Taranto nel settembre 1943, insieme ad un sommergibile classe CB ed alcune corvette classe Gabbiano (Australian War Memorial).
Perdita

La vita operativa della MS 53 si concluse all’improvviso, ma senza clamore, nella notte tra il 31 dicembre 1943 ed il 1° gennaio 1944. Quella notte si scatenò a Termoli un violento temporale: tanto violento che il mare aprì una breccia nel molo, asportando le prese dell’ormeggio della MS 53. Il comandante della motosilurante, sottotenente di vascello di complemento Mario Manusardi, tentò vanamente di portare la sua unità in un angolo riparato del porto, ma i motori non risposero, e la MS 53 finì coll’andare in secco, procurandosi diverse falle.
Il 22 gennaio 1944, tamponate le falle, la MS 53 venne disincagliata dalla MS 65; rimessa in condizione di galleggiare, fu rimorchiata una settimana più tardi a Manfredonia, con la scorta della MS 31.
Qui si poté soltanto constatare l’impossibilità di rimettere la motosilurante pienamente in efficienza: di conseguenza, la MS 53 – dichiarata fuori uso – fu posta in disarmo nel dicembre del 1944, e non tornò mai più in servizio.
Il trattato di pace del 1947 la assegnò all’Unione Sovietica; il 18 maggio 1949 la MS 53 venne radiata dai quadri del naviglio militare e formalmente incorporata nella Marina sovietica con il nuovo nome di TK-971, ma venne da questa rifiutata per le cattive condizioni in cui versava (nel 1948 era ormai ridotta al solo scafo), tali da rendere poco conveniente un suo ripristino. Restituita alla Marina italiana, la motosilurante venne nuovamente radiata il 1° luglio 1950 e successivamente demolita.



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