sabato 5 aprile 2014

Tagliamento


Il Tagliamento in partenza da Iraklion (Creta) nel giugno 1941, con a sinistra il cacciatorpediniere Francesco Crispi (g.c. Giorgio Parodi via www.naviearmatori.net)

Piroscafo da carico da 5448 tsl e 3590 tsn, lungo 123,2 metri e largo 16,5, pescaggio 7,7-8,8 m, velocità 10 nodi. Appartenente alla Società Anonima di Navigazione Lloyd Triestino (con sede a Trieste), nominativo di chiamata internazionale ICJA, matricola 118 al Compartimento Marittimo di Trieste.

Breve e parziale cronologia.

Novembre 1922
Completato dallo Stabilimento Tecnico Triestino (cantiere San Rocco di Trieste, numero di cantiere 39) per la Navigazione Libera Triestina S.A. Stazza lorda originaria 5794 tsl, poi ridotte a 5448 tsl nel 1932-1933.
1934
Viene noleggiato da varie aziende sudafricane che lo impiegano come fiera/esposizione galleggiante di campioni dei loro prodotti.
1937
Trasferito al Lloyd Triestino a seguito dell’assorbimento della NLT da parte di quest’ultimo.
10 giugno 1940
Al momento dell’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale, il Tagliamento si trova a Marsiglia, porto francese, dunque nemico: viene così catturato dalle forze francesi, e l'equipaggio imprigionato. Pochi giorni dopo, però, con la resa della Francia alle forze dell’Asse, nave ed equipaggio vengono rilasciati e possono tornare in Italia.
18 ottobre 1940
Requisito a Genova dalla Regia Marina, senza essere iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato.
28 ottobre 1940
Salpa da Brindisi alle 6.35 insieme al piroscafo Argentina ed alla motonave Città di Trapani, diretti a Valona scortati dall’anziana torpediniera Giacomo Medici e dal piccolo incrociatore ausiliario Lago Tana. Il convoglio arriva a Valona alle 15 dello stesso 28 ottobre, dopo aver evitato, al largo di Brindisi, un possibile attacco (non accertato) da parte del sommergibile greco Papanikolis.
17 novembre 1940
Lascia Valona alle sette insieme alla motonave Maria ed al trasporto truppe Sardegna (tutti scarichi), scortati dalle torpediniere Giacomo Medici e Curtatone. Il convoglio giunge a Bari alle 18.30.
28 novembre 1940
Salpa da Brindisi alle 6.35, trasportando a Valona, insieme al piroscafo Argentina ed alla motonave Città di Trapani, 1809 militari, 7 automezzi, 488 quadrupedi e 592 tonnellate di materiali. I tre mercantili, scortati dalla torpediniera Giacomo Medici e dal piccolo incrociatore ausiliario Lago Tana, arrivano a Valona alle 15.
1° dicembre 1940
Alle 10.30 parte da Valona scarico insieme alla motonave Città di Trapani, per tornare – scortati dalla torpediniera Angelo Bassini – a Brindisi, dove il convoglio arriva alle 19.10.
28 gennaio 1941
Parte da Bari alle 19 in convoglio con i piroscafi Vesta e Mameli e con la motonave Narenta: in totale le navi del convoglio trasportano munizioni (sul Vesta), 998 quadrupedi, 3963 tonnellate di provviste e 286 di altri materiali. Il convoglio, scortato dalla torpediniera Castelfidardo, raggiunge Durazzo alle 8 del 29.
3 febbraio 1941
Parte da Bari alle 20 insieme al piroscafo Hermada, con la scorta della torpediniera Calatafimi. I due mercantili, che trasportano in tutto 68 uomini, 512 quadrupedi, 5,7 tonnellate di munizioni e 34,5 tonnellate di altri rifornimenti, arrivano a Durazzo a mezzogiorno del 4.
11 febbraio 1941
Lascia Bari alle due di notte insieme ai piroscafi Sant’Agata e Laura C. ed alla motonave Barbarigo (il carico complessivo dei quattro trasporti ascende a 526 quadrupedi, 242 veicoli e 73 tonnellate di materiali, oltre a 139 uomini), con la scorta della torpediniera Giacomo Medici. Il convoglio raggiunge Durazzo alle 15.45.
26 febbraio 1941
Parte da Bari alle 18 insieme ai piroscafi Caterina, Sant’Agata e Contarini, diretti a Durazzo con a bordo in tutto 145 militari, 1131 quadrupedi, 6,5 tonnellate di foraggio e 1907 tonnellate di altri rifornimenti.
27 febbraio 1941
Il convoglio, scortato dalla torpediniera Medici, arriva a destinazione alle 10.45.
1° marzo 1941
Alle 17.50 riparte scarico da Durazzo insieme alle motonavi Birmania e Tergestea, per rientrare a Bari scortato dalla Medici.
2 marzo 1941
Il convoglio arriva a Bari alle 7.30.
21 marzo 1941
Parte scarico da Durazzo, alle 7, insieme alle motonavi Città di Tripoli e Città di Bastia, con la scorta della torpediniera Castelfidardo. Il convoglio arriva a Bari alle 21.30.
3 aprile 1941
Lascia Bari all’1.30 insieme ai piroscafi Diana e Luana, per trasportare a Durazzo 73 uomini, 432 quadrupedi, 94 veicoli e 964 tonnellate di rifornimenti, scortati dalla Medici. Il convoglio arriva in porto alle 14.45.
12 aprile 1941
Lascia Bari per Durazzo alle 23 in convoglio con il piroscafo Zena e la motonave Maria (il convoglio trasporta in tutto 118 uomini, 160 veicoli, 616 quadrupedi ed altri materiali), con la scorta della torpediniera Castelfidardo, arrivando a destinazione alle 16 del 13 aprile.
23 aprile 1941
Lascia Brindisi alle 4 insieme ai piroscafi Nennella e Bolsena ed alla torpediniera Calatafimi, trasportando foraggio ed altri materiali, ed arrivando a Durazzo alle 15.30.
25 settembre 1941
Compie un viaggio da Brindisi a Patrasso unitamente al piroscafo tedesco Fanny Brunner, con la scorta della torpediniera Angelo Bassini.
19 ottobre 1941
Nel pomeriggio il Tagliamento salpa dal Pireo diretto a Candia in convoglio con il piroscafo tedesco Salzburg, le motonavi Città di Agrigento e Città di Marsala e la scorta dell’incrociatore ausiliario Barletta e delle torpediniere Lupo, Altair e Monzambano (i mercantili, carichi di truppe e materiali sia italiani che tedeschi, provengono da Patrasso). Alle 19.28 dello stesso giorno, nel punto 35°45’ N e 23°52’ E, l’Altair urta una mina (appartenente ad uno sbarramento posato dal sommergibile britannico Rorqual) che le asporta la prua: mentre la Lupo si ferma a dare assistenza alla nave danneggiata, il resto del convoglio riceve dalla Lupo stessa (caposcorta) l’ordine di proseguire per Candia, dove arriverà indenne. L’Altair affonderà alle 2.47 del 20 ottobre durante il tentativo di rimorchiarla in salvo, ed il mattino successivo anche la torpediniera Aldebaran, inviata alla ricerca di dispersi dell’Altair, salterà su una mina affondando.
9 novembre 1941
Derequisito dalla Regia Marina.
1942
Noleggiato dalla Luftwaffe (il noleggio avrà fine nel 1943).
15 marzo 1942
Compie un viaggio da Trikiri a Salonicco in convoglio con i piroscafi Pier Luigi e Santa Fè e la scorta della torpediniera Calatafimi.
15 maggio 1942
Lascia il Pireo e raggiunge Suda in convoglio con le motonavi Città di Agrigento, Città di Alessandria e Città di Savona ed i piroscafi Tabarca e Santa Fè, scortati dalle torpediniere Sirio e Calatafimi, dall’incrociatore ausiliario Brindisi e da due motovedette tedesche.
17 giugno 1942
Parte dal Pireo e raggiunge Iraklion in convoglio con le motonavi Città di Alessandria e Città di Savona ed i piroscafi Re Alessandro e Santa Fè, con la scorta delle torpediniere Sirio, Monzambano e Calatafimi e dell’incrociatore ausiliario Barletta.
8 luglio 1942
Compie un viaggio da Patrasso a Prevesa insieme al piroscafo cisterna Sanandrea, con la scorta dell’incrociatore ausiliario Arborea.
9 luglio 1942
Lascia Prevesa e raggiunge Brindisi, ancora insieme ad Arborea e Sanandrea.
4 agosto 1942
Il Tagliamento arriva a Bengasi dopo aver evitato la minaccia di “ULTRA”, l’organizzazione britannica per la decrittazione dei messaggi italiani, che tante vittime ha mietuto tra i convogli italiani. Già dal 29 luglio, infatti, ULTRA ha saputo comunicare al Cairo le informazioni sul viaggio del Tagliamento in base ai messaggi intercettati, ma a loro volta i servizi italiani hanno intercettato un messaggio urgente britannico delle 21.50 del 3 agosto, in cui i comandi di Malta informavano i propri sommergibili in mare del segnale di scoperta lanciato da un aereo britannico (il quale all’una del 4 agosto ha anche comunicato di aver attaccato, ma infruttuosamente). Con l’invio di un messaggio di avviso PAPA (Precedenza Assoluta sulle Precedenze Assolute) circa il possibile rischio di attacco subacqueo, il viaggio del Tagliamento è stato modificato così da evitare il pericolo.
12 settembre 1942
Compie un viaggio da Brindisi a Patrasso insieme al piroscafo ex jugoslavo Dubac, con la scorta della torpediniera Medici.
12 marzo 1943
Il sommergibile francese Casablanca, informato da membri della resistenza francese in Corsica del prossimo arrivo a Bastia del Tagliamento e del piroscafo passeggeri Francesco Crispi, che mantengono un servizio settimanale di collegamento tra Livorno, l’Elba e Bastia, si pone in agguato poco fuori dal porto di Bastia, attende l’arrivo del convoglio e, quando questo arriva nel primo pomeriggio, lancia contro di esso quattro siluri, che tuttavia mancano i bersagli e scoppiano contro i frangiflutti del Porto Vecchio, allertando la scorta della presenza del sommergibile, che viene sottoposto a prolungata caccia con bombe di profondità.

Una foto dell’equipaggio civile del Tagliamento durante un festeggiamento (g.c. Manuel Staropoli, il cui nonno Francesco, fuochista a bordo del piroscafo, è probabilmente la seconda persona da sinistra visibile in prima fila). 

L’affondamento

Il 14 (o 16) aprile 1943 il Tagliamento iniziò ad imbarcare, a Livorno, un carico di automezzi che avrebbe dovuto trasportare ad Olbia. L’imbarco del carico, che comprendeva 273 tonnellate di mitragliere, fu concluso il 17 aprile.
Alle 11 del 21 aprile 1943 il Tagliamento partì da Livorno diretto a La Maddalena, in convoglio con il mercantile italiano Ercole ed il trasporto francese Ste Marguerite (ex norvegese Ringulv, ora in servizio per le forze tedesche), con la scorta dell’incrociatore ausiliario Cattaro.
Il Tagliamento, che oltre ai 48 uomini dell’equipaggio civile aveva a bordo anche 72 militari di passaggio (è inoltre possibile che a bordo vi fosse anche un imprecisato numero di serventi per l’armamento contraereo della nave), trasportava rifornimenti per le forze sia tedesche che italiane, soprattutto veicoli e munizioni.
Cinque minuti dopo la mezzanotte del 22 aprile 1943 il convoglio venne avvistato in posizione 42°10’ N e 09°51’ E, a 1830 metri di distanza, durante un piovasco, dal sommergibile britannico Saracen, al comando del tenente di vascello Michael Geoffrey Rawson Lumby. Le navi procedevano a sette nodi su rotta 180°. Il Saracen si preparò ad attaccare, ma stava per lanciare quando il Cattaro sembrò dirigere verso il sommergibile, che di conseguenza s’immerse. Notando però che l’incrociatore ausiliario non lo aveva avvistato, ma aveva solo iniziato un giro circolare attorno al convoglio, a mezzanotte e venti il Saracen riemerse e si pose all’inseguimento del convoglio. All’1.02 il battello lanciò tre siluri, da 1830 metri iarde, contro il secondo mercantile del convoglio: il Tagliamento. Due delle armi, tuttavia, passarono sotto lo scafo del piroscafo senza esplodere, la terza lo mancò passandogli a proravia.
Lumby non demorse, ed all’1.06 (l’attacco, secondo l’orario italiano, avvenne alle 2.05) il Saracen lanciò altri tre siluri, stavolta da 1100 metri: il primo passò ancora a proravia del Tagliamento, ma il secondo andò a segno appena a poppavia del fumaiolo.
Lo scoppio del siluro fece detonare le munizioni del carico, ed il Tagliamento eruppe in una colossale esplosione: un’enorme lingua di fuoco arancione si alzò nel cielo per decine di metri, mentre rottami infuocati venivano proiettati in tutte le direzioni.
L’esplosione fu tanto violenta che l’intero ponte di comando del piroscafo, strappato dal resto della nave e lanciato via, passò sopra al Saracen mentre questi si immergeva. Lumby annotò nel giornale di bordo che il suo battello era stato fortunato a riuscire ad allontanarsi senza essere danneggiato dalla pioggia di rottami. La posizione dell’attacco era 42°03’ N e 09°48’ E, a 35 miglia per 197° da Pianosa (a sud di tale isola).
Il Cattaro gettò sei bombe di profondità, troppo lontane per poter danneggiare il sommergibile, poi il convoglio proseguì sulla sua rotta, senza fermarsi a cercare naufraghi, ammesso che qualcuno potesse essere sopravvissuto ad una simile esplosione.
Da Bastia venne inviata per cercare i naufraghi un’anziana torpediniera, la Giuseppe La Masa, mentre degli idrovolanti, dei quali era stato richiesto l’invio per partecipare alle ricerche, non poterono decollare a causa della nebbia.
Giunta sul luogo del siluramento, la La Masa vi trovò solo rottami che galleggiavano: nessun sopravvissuto. Dopo vana ricerca la torpediniera dovette fare ritorno a Bastia.

Il Tagliamento nel 1922 (g.c. Rosario Sessa via www.naviearmatori.net)
L’affondamento del Tagliamento nel giornale di bordo del Saracen (da Uboat.net):
“0005 hours - In position 42°10'N, 09°51'E sighted two 6000 tons merchant ships escorted by a Crotone-class minelayer. Enemy course was 180°, speed 7 knots. Range was only 2000 yards owning to a rainsquall. When about to fire the escort turned towards so dived. Evidently Saracen was not sighted as he just started a circular tour of his convoy.
0020 hours - Surfaced and gave chase.
0102 hours - In position 42°03'N, 09°48'E fired three torpedoes at the second merchant ship from 2000 yards. Two of the torpedoes were seen to run under the first one missed ahead.
0106 hours - Fired another three torpedoes from 1200 yards. Again the first one missed ahead but the second one hit just abaft the funnel. A tremendous explosion followed. A sheet of orange flame went up hundreds of feet into the air and burning debris hurtled in all directions. As Saracen was diving the bridge of the merchant vessel sailed overhead. Saracen was lucky to escape undamaged from the falling debris. The escort meanwhile dropped six depth charges but these were way off.”


Il Tagliamento su Wrecksite
The Singapore Free Press and Mercantile Advertiser (1884-1942), 10 September 1934, Page 12

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