lunedì 16 giugno 2014

Diamante



Il Diamante (da www.grupsom.com)

Sommergibile di piccola crociera della classe Sirena (680 tonnellate di dislocamento in superficie, 850 in immersione). Svolse una sola missione di guerra, percorrendo 700 miglia in superficie e 300 in immersione.

Breve e parziale cronologia.

11 maggio 1931
Impostazione nei cantieri Tosi di Taranto.
21 maggio 1933
Varo nei cantieri Tosi di Taranto.
18 novembre 1933
Entrata in servizio. Viene dislocato a Taranto.
1934
Compie una crociera d’addestramento nel Mediterraneo orientale, facendo tappa in Grecia, Dodecaneso, Palestina e Nordafrica. Termina la crociera a Messina, dove entra a far parte della VII Squadriglia Sommergibili. È comandante del battello il CC Costanzo Casana.
1936
Dislocato a Lero. Dopo aver effettuato un’altra crociera, viene trasferito a Taranto.
Gennaio 1937
Prende clandestinamente parte alla guerra civile spagnola, effettuando una prima missione speciale.
16 gennaio 1937
Attacca un piroscafo con il siluro, senza riuscire a colpirlo.
Agosto 1937
Svolge una seconda missione speciale in Mediterraneo orientale nell’ambito della guerra di Spagna.
Settembre 1937
Effettua la sua terza ed ultima missione speciale (nel Mediterraneo orientale) durante la guerra civile spagnola. Le tre missioni sono durate complessivamente 35 giorni.
1937
Dislocato a Lero.
1938
Assegnato alla XII Squadriglia Sommergibili, di base a La Spezia.
Febbraio 1939
Dislocato a Tobruk, che sarà la sua base fino alla perdita.
Giugno 1940
Poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia, il Diamante è di base a Tobruk, al comando del TV Angelo Parla, in seno alla LXII Squadriglia Sommergibili (che forma insieme a Topazio, Nereide, Galatea e Lafolè), facente parte del VI Gruppo Sommergibili.
 
Il sommergibile con l’equipaggio schierato in coperta (da http://www.wrecksite.eu/wreck.aspx?58011)


La prima, e ultima, missione

Già il 9 giugno 1940, il giorno prima che l’Italia entrasse nella seconda guerra mondiale, il Diamante lasciò Tobruk al comando del tenente di vascello Angelo Parla, per effettuare la prima missione di guerra, nelle acque della Libia: il battello, insieme a Lafolè, Topazio e Nereide, avrebbe formato uno sbarramento al largo di Sollum. I quattro sommergibili si disposero a venti miglia l’uno dall’altro, a partire da un punto a 30 miglia per 30° da Ras Azzaz, per difendere i porti della Cirenaica e, se possibile, attaccare naviglio nemico in navigazione tra Malta ed Alessandria d’Egitto. Nulla però accadde, ed il Diamante ricevette da Maricosom l’ordine di spostarsi in acque più vicine a Tobruk, per poi rientrare il mattino del 20 giugno, con navigazione da effettuarsi in superficie. Conclusa la missione, il Diamante si avviò sulla rotta di rientro.
Il sommergibile, però, venne avvistato dalle forze britanniche mentre rientrava a Tobruk, ed a mezzanotte del 19 giugno (poco dopo l’avvistamento) la sua presenza venne comunicata via radio al sommergibile britannico Parthian, che, al comando del capitano di corvetta Michael Gordon Rimington, si trovava in pattugliamento al largo della costa della Cirenaica. Subito il Parthian, che stava spostandosi più ad ovest, invertì la rotta e si portò nel punto 32°35’ N e 24°10’ E (30 miglia a nord di Tobruk), per poi immergersi prima dell’alba e restare in attesa per ore, in assetto silenzioso. Alle 13 (per altra fonte alle 14.45) del 20 giugno l’ufficiale di guardia del Parthian avvistò il Diamante (“un oggetto lungo e basso”, a 5940 metri di distanza) che veniva, inconsapevolmente, incontro al suo sommergibile. Rimington, precipitatosi in camera di lancio, fece confermare la presenza del battello con l’uso del sonar, poi, dopo essersi accertato che non vi fossero altri sommergibili nei paraggi, ordinò il posto di combattimento. Il Parthian aprì i tubi di lancio 1, 2, 3 e 4, distanza e rilevamento furono comunicati all’addetto alla centralina di lancio, il periscopio fu ammainato e il sommergibile scese a venti metri di profondità, avvicinandosi a  tutta forza all’ignaro Diamante. Poi il Parthian rallentò e si riportò a quota periscopica, mentre il sommergibile italiano gli passava a proravia rivolgendogli il lato di dritta, a soli 400 metri di distanza, come Rimington aveva calcolato. I tubi furono preparati, i nuovi dati confermati dalla centralina di lancio, ed il Parthian lanciò quattro siluri intervallati di tre secondi l’uno dall’altro, da una distanza appena superiore ai 350 metri. Erano le 15.02.
Dopo il tempo previsto, l’equipaggio del Parthian, che dopo il lancio era sceso a maggiore profondità, sentì quattro esplosioni, anch’esse ad intervalli di tre secondi: tutti e quattro i siluri centrarono il Diamante, che affondò immediatamente con l’intero equipaggio (il comandante Parla, 4 ufficiali e 38 sottufficiali e marinai) nel punto 34°42’ N e 23°49’ E (o 32°41’30” N e 23°49’ E), circa 35 miglia a nord-nord-ovest di Tobruk. Da bordo del Parthian, dopo gli scoppi dei siluri, fu avvertita anche una quinta, assordante esplosione finale, più violenta delle altre: l’epitaffio del sommergibile e del suo equipaggio.
Il battello britannico, dopo aver controllato col periscopio che l’orizzonte fosse sgombro, riemerse, e due uomini, il capo di prima classe Charles Graham Ascomb ed il segnalatore Bush, salirono in torretta e setacciarono con lo sguardo le acque circostanti, nel tentativo di individuare eventuali sopravvissuti: ma invano. Furono preparate delle sagole da lanciare ai naufraghi, ma non servirono. Nessuno si era salvato.
Il Parthian, immersosi di nuovo ed allontanatosi, riemerse a notte fonda e comunicò via radio il successo alla base, ad Alessandria d’Egitto. Quando poi il battello fece ritorno alla base, fu l’ammiraglio Andrew Browne Cunningham in persona, il comandante della Mediterranean Fleet, a recarsi a congratularsi con l’equipaggio del Parthian per il primo successo dell’arma subacquea britannica nel Mediterraneo. Il comandante Rimington sarebbe stato decorato con il Distinguished Service Order per l’affondamento del Diamante, mentre un altro membro dell’equipaggio del Parthian, il secondo capo scelto (chief petty officer) Robert John Backhouse, ricevette la Distinguished Service Medal a Buckingham Palace il 24 febbraio 1942. Anche altri uomini del Parthian furono decorati per l’azione; tutto l’equipaggio fu insignito del “Gallantry Award”, come fu riportato dalla “London Gazette” dell’11 settembre 1940.
Il Diamante fu la prima delle centinaia di vittime mietute dai sommergibili britannici nel Mediterraneo. Era il terzo della lunghissima serie di sommergibili italiani che sarebbero affondati durante la guerra: il secondo in Mediterraneo.
Lo sfortunato comandante Parla ebbe una Medaglia di bronzo al Valor Militare conferita alla sua memoria. Lasciò la madre a Licata ed una fidanzata in Toscana.
A Licata, nella chiesa di Sant’Angelo, una lapide con un busto commemora il sacrificio del comandante Parla; anche una scuola elementare del paese è stata intitolata alla sua memoria. A distanza di tanti anni, un’anziana donna di Licata getta ancora fiori in mare ogni mattino del 20 giugno, dal braccio della statua del Cuore di Gesù, sul molo orientale del porto, in ricordo di Angelo Parla e dei suoi uomini.


Caduti sul Diamante:

Lorenzo Accattino, sottocapo
Francesco Barelli, sottocapo
Giuseppe Basiliotti, sottotenente di vascello
Francesco Briganti, sottocapo
Guerrino Cabianca, sottocapo
Antonio Cacace, capo di seconda classe
Paolo Catena, comune
Francesco Coppola, comune
Giuseppe D’Antonio, comune
Nicola De Robertis, comune
Amerigo Di Francesco, secondo capo
Eugenio Ercoles, comune
Paride Fabbro, comune
Nedo Fagioli, comune
Romolo Ferrari, secondo capo
Gaetano Ferraro, comune
Giovanni Battista Ingargiola, comune
Elvezio Lironi, sottocapo
Edilio Manitto, guardiamarina
Ugo Marino, comune
Antonino Modica, capo di terza classe
Antonio Montanaro, secondo capo
Dante Nicolai, comune
Biagio Pacitto, sottocapo
Angelo Parla, tenente di vascello (comandante)
Cosimo Petrillo, sottocapo
Azelio (o Azeglio) Pingue, tenente del Genio Navale (direttore di macchina)
Romolo Rastelli, comune
Enrico Rivelli, capo di terza classe
Claudio Ronchi, sottocapo
Olinto Scarpa, comune
Policarpo Schedan, comune
Giuseppe Sergola, sergente
Giuseppe Sicari, sottocapo
Luigi Simonetti, comune
Francesco Siracusa, sottocapo
Silvano Spaziani, comune
Ezio Toni, secondo capo
Salvatore Trovato, comune
Carlo Uccelli, sottotenente di vascello
Giuseppe Valerio, sottocapo
Carlo Verri, sergente
Pompilio Vigo, sottocapo


La motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare conferita alla memoria del tenente di vascello Angelo Parla, nato a Licata il 18 ottobre 1907:

"Comandante di sommergibile, in aspre missioni di guerra dava prova di fermezza e coraggio. Nell'adempimento del proprio dovere, scompariva combattendo per la Patria sul mare.
(Mediterraneo Centrale, 10-20 giugno 1940)"
 
Un’altra immagine del Diamante (da “U-Boote im Duell” di Harald Bendert, E. S. Mittler & Sohn, Amburgo, via www.ww2-weapons.com)


6 commenti:

  1. grazie, adesso conosco la fine che fece Salvatore Trovato con il sommergibile Diamante.

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  2. Nel cimitero dei Lupi di Livorno c'è questa lapide. LA VITA CHE MI DESTI ECCO CHE TI RENDO - DIRETTORE DI MACCHINA DEL R.SOMMERGIBILE DIAMANTE - IL TENENTE AZEGLIO PINGUE GIÀ INSIGNITO CON ONORIFICENZA DI SPAGNA IN UNA RICOGNIZIONE AVVENUTA PRESSO LE COSTE AFRICANE NEL ADEMPIMENTO DEL PROPRIO DOVERE IMMOLAVA LA SUA GIOVINE E FIORENTE ESISTENZA PER LA GLORIA E LA GRANDEZZA DELLA PATRIA DI DOTI IMPAREGGIABILI DI MENTE E DI CUORE SARÀ IMPERITURO RICORDO A QUANTI LO CONOBBERO - I GENITORI AL LORO UNICO FIGLIO CHE IMMENSAMENTE AMAVANO COL PENSIERO COSTANTE Q.R.P. - 19 MARZO 1911 / 20 GIUGNO 1940 MARE MEDITERRANEO

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  4. Come posso fare x contattare qualche parente dei cari defunti per uno scambio di saluti? Mio zio allora diciannovenne era sul sommergibile Diamante . Grazie Giuseppe Guida

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    1. Purtroppo non sono personalmente in contatto con parenti di caduti del Diamante, mi dispiace...

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  5. Salve, nel 1969 mi trovavo a Stelmilt a Chiavari per il corso da RT. Nostro istruttore di ricezione era Capo Crisafulli che all'epoca faceva parte dell'equipaggio del Diamante. Lui sopravvisse all'affondamento in quanto si trovava a casa in licenza. Ricordo che, quando ci raccontava del Diamante, anche dopo quasi trenta anni, gli occhi gli si inumidivano e quasi piangeva ricordando i suoi commilitoni morti che erano, come diceva lui " in fondo al mare". R.I.P.

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