domenica 22 novembre 2015

V 12 Maddalena

Il Maddalena (g.c. Mauro Millefiorini)

Motoveliero da carico (goletta) con scafo in acciaio, da 345,10 tsl e 254 tsn, lungo 41,1 metri, largo 8,3 e pescante 3,38. Appartenente all’armatore Giuseppe Roggero & C. di Imperia ed iscritto con matricola 3 al Compartimento Marittimo di Imperia.

Breve e parziale cronologia.

1920
Costruito nei cantieri Van Der Werff G. J. Scheepsbouw di Doesburg (Paesi Bassi) per gli armatori Roth & Olivetti di Trieste, col nome di Istriano. Stazza lorda e netta originarie 327 tsl e 228 tsn.
1930
Acquistato dall’armatore Ettore Giuntini, di Savona, e ribattezzato Arrigo Giuntini.
1934
Acquistato dall’armatore Giuseppe Roggero e ribattezzato Maddalena.
8 giugno 1940
Requisito a Porto Torres dalla Regia Marina (alle ore 11) ed iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato con sigla V 12, adibito alla vigilanza foranea. Di fatto utilizzato anche come trasporto.
13 ottobre 1942
Parte da Trapani alle 7.35 insieme ad un altro motoveliero, il Mirabella.
15 ottobre 1942
Maddalena e Mirabella giungono a Tripoli alle 10.30.
4 novembre 1942
Salpa da Tripoli alle 15 diretto a Bengasi.
8 novembre 1942
Arriva a Bengasi a mezzogiorno.
10 novembre 1942
Lascia Bengasi alle 17 per tornare a Tripoli.
14 novembre 1942
Giunge a Tripoli alle 10.50.

L’ultima nave per Tripoli

Ad un piccolo motoveliero come il Maddalena, una delle migliaia di navicelle naufragate e dimenticate nei mari della Storia, toccò in sorte un posto d’onore nella storia della battaglia dei convogli: fu questa, infatti, l’ultima nave che tentò di rifornire Tripoli.
Nel dicembre 1942, la guerra in Libia volgeva ormai al termine: l’avanzata delle forze britanniche era inarrestabile, le truppe dell’Asse si ritiravano in Tunisia. Già la linea di rifornimento principale si era spostata, avendo ora come capolinea i porti di Tunisi e Biserta: ma ancora qualche nave era fatta partire per Tripoli, nonostante fosse evidente che la città sarebbe caduta nel giro di qualche settimana, e che presto sarebbe stato necessario organizzare l’evacuazione delle navi ancora presenti in quel porto, invece che mandarcene altre. Poche giunsero a destinazione.
Il Maddalena fu l’ultimo a tentare la traversata: al comando del nocchiere militarizzato di prima classe Giacomo Costanzo, lasciò Susa alle 19 del 30 dicembre, carico di carburante (per altra fonte, di grano). Nemmeno la sua sosta nel porto tunisino era stata tranquilla; il giorno precedente, 29 dicembre, era stato danneggiato da un attacco aereo, ed aveva appena finito di riparare i danni alla meglio quando ripartì.
La sua navigazione verso Tripoli durò soltanto poche ore; poi fu avvistato dal sommergibile britannico P 45 (poi Unrivalled), al comando del tenente di vascello Hugh Bentley Turner). Questi ordinò di lanciare due siluri, ma fece in tempo a lanciarne solo uno prima che il sommergibile perdesse improvvisamente e accidentalmente quota. Prima che il P 45 potesse tornare in assetto e lanciare un secondo siluro, il primo centrò il Maddalena, affondandolo subito in posizione 35°18’ N e 11°23’ E, a sudest di Mehedia. Erano le 6.17 del 31 dicembre.
Degli undici uomini che componevano l’equipaggio del Maddalena, otto rimasero uccisi; solo il comandante Costanzo ed altri due uomini sopravvissero e vennero recuperati dall’Unrivalled, venendo fatti prigionieri.



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