mercoledì 27 gennaio 2016

Luciano Manara

Il Luciano Manara (g.c. Marcello Risolo via www.naviearmatori.net

Sommergibile di media crociera della classe Bandiera (dislocamento di 942 tonnellate in superficie e 1147 in immersione). Nel periodo di guerra contro gli Alleati effettuò 11 missioni offensive/esplorative, soprattutto nel Mediterraneo centrale, e 8 di trasferimento (percorrendo complessivamente 10.193 miglia in superficie e 1381 in immersione), nonché 203 missioni addestrative per la Scuola Sommergibili di Pola.

Breve e parziale cronologia.

18 febbraio 1928
Impostazione nel Cantiere Navale Triestino di Monfalcone (numero di costruzione 188).
5 ottobre 1929
Varo nel Cantiere Navale Triestino di Monfalcone.
6 giugno 1930
Entrata in servizio.
Avendo evidenziato tendenza al beccheggio, scarsa stabilità e tendenza ad immergersi di prua durante la navigazione in superficie, i sommergibili della classe Bandiera saranno sottoposti, nei primi tempi, a consistenti lavori di modifica: a prua le strutture dello scafo saranno rialzate per inserire una cassa autoallagabile per mitigare il beccheggio, creando così un “nasone”; verranno installate controcarene laterali (per aumentare la stabilità) e modificata la forma della torretta, rendendola più chiusa.
1931
Insieme ai gemelli Fratelli Bandiera, Ciro Menotti e Santorre Santarosa (e per un periodo, anche al sommergibile posamine Filippo Corridoni), il Manara va a formare la VI Squadriglia Sommergibili di Media Crociera, avente base a Taranto.
Manara, Menotti e Santarosa compiono una crociera a Tripoli e nel Dodecaneso, per verificare le prestazioni della classe; si nota ancora una tendenza ad infilarsi con mare i prora.
26 aprile 1931
Riceve la bandiera di combattimento, offerta dalla sezione di Milano dell’Associazione Bersaglieri in Congedo (Luciano Manara fu organizzatore e comandante di un battaglione di bersaglieri volontari, durante la prima guerra d’indipendenza).
1932
La VI Squadriglia Sommergibili viene ribattezzata VII Squadriglia Sommergibili, restando di base a Taranto.
1933
La VII Squadriglia viene trasferita a Brindisi. Le sue unità sono impiegate nell’addestramento ed in brevi crociere in acque italiane.
1934
La VII Squadriglia Sommergibili viene di nuovo denominata VI Squadriglia, ma viene trasferita a Napoli. Il Manara effettua una crociera nel Dodecaneso.
1935
I quattro battelli della classe vengono trasferiti a Tobruk e vi restano per un anno.
Dicembre 1936
Il Manara effettua una missione clandestina di supporto alle forze franchiste (a contrasto del naviglio repubblicano od ad esso alleato) durante la guerra civile spagnola. Passa in tutto 60 giorni in mare, ma non ottiene alcun successo.
1937
Manara, Bandiera, Menotti e Santarosa vanno a formare la XXXII Squadriglia Sommergibili (poi XXXIV Squadriglia Sommergibili) con base a Messina.
5 ottobre 1938
Assegnato alla Flottiglia Scuola Comando.
10 giugno 1940
Entrata in guerra dell’Italia. Il Manara, insieme a Bandiera, Menotti e Santarosa, forma la XXXIII Squadriglia Sommergibili, inquadrata nel VIII Grupsom ed avente base a Trapani.
21 giugno 1940
Il Manara (capitano di corvetta Salvatore Todaro) parte per la prima missione di guerra, a sud di Creta e nelle acque della Cirenaica, posizionandosi a metà della congiungente Gaudo-Ras el Tin (dove rimane fino al 27 giugno).
29 giugno 1940
Durante il rientro alla base, 45 miglia a sudest di Capo Spartivento Calabro, il Manara viene avvistato dall’idrovolante Short Sunderland L 5804/S del 230th Squadron della RAF (201st Group), pilotato dal capitano William Weir Campbell, che ha da poco bombardato ed affondato il sommergibile Rubino. Non avendo più bombe, il Sunderland scende fino a pochi metri di quota ed attacca il Manara con le mitragliatrici; il sommergibile non subisce danni (da parte italiana si ha anche l’impressione che l’aereo abbia sganciato bombe, ma è un errore, dato che le ha già impiegate tutte contro il Rubino) ed il mitragliere di guardia sul Manara risponde a sua volta con una lunga raffica di mitragliera, che sembra colpire l’aereo britannico il quale sembra perdere quota (in realtà, il Sunderland di Campbell non subisce alcun danno). Il comandante Todaro dà subito l’ordine d’immergersi con la rapida, per disimpegnarsi tra un passaggio e l’altro dell’idrovolante; però il Manara, la cui manovra d’immersione è di per sé lenta, deve interrompere tale manovra “a mezz’acqua” a causa dell’improvviso blocco del valvolone dei motori termici, che non si riesce a chiudere.
Rimane allora in torretta l’ufficiale addetto alle armi, guardiamarina Vittorio Patrelli Campagnano, che si mette alla mitragliera tenendosi pronto a fare fuoco; il comandante Todaro controlla la situazione sporgendosi dal portello. Alla fine si riesce a risolvere il problema, Todaro e Patrelli Campagnano scendono sottocoperta ed il Manara può immergersi.
7 luglio 1940
Il Manara, insieme ai sommergibili Ascianghi, Axum, Turchese, Glauco e Menotti, viene inviato in pattugliamento a sud della Sardegna.
1° agosto 1940
Il Manara, insieme ai sommergibili Scirè, Argo, Neghelli, Turchese, Medusa (che il Manara sostituisce causa rientro anticipato alla base), Axum e Diaspro, viene inviato a formare uno sbarramento a nord di Capo Bougaroni a seguito della partenza, da Gibilterra, della Forza H britannica. Sono in corso le operazioni britanniche «Crush» (attacco aereo su Cagliari lanciato dalla portaerei Ark Royal, scortata dall’incrociatore da battaglia Hood, dall’incrociatore leggero Enterprise e dai cacciatorpediniere Faulknor, Foresight, Forester e Foxhound) e «Hurry» (invio a Malta di 12 aerei, decollati dalla portaerei Argus, scortata dai cacciatorpediniere Encounter, Gallant, Greyhound e Hotspur). I sommergibili formano due linee di tre e quattro unità a nord di Capo Bougaroni, distanziate tra loro di dieci miglia, con un intervallo di venti miglia tra ogni unità della stessa linea.
I sommergibili italiani pattuglieranno infruttuosamente la zona fino al 9 agosto; la Forza H transiterà più a nord della zona pattugliata dai sommergibili italiani, che non riusciranno così ad avvistarla.
21-28 aprile 1941
Manara, Santarosa ed i sommergibili Goffredo Mameli e Ruggero Settimo vengono inviati a pattugliare le acque attorno a Malta.
21-22 luglio 1941
Inviato tra Pantelleria e Malta, unitamente ad altri tre sommergibili (Fratelli Bandiera, Dessiè e Ruggero Settimo; i battelli sono schierati a venti miglia l’uno dall’altro), a contrasto dell’operazione britannica «Substance» (consistente nell’invio a Malta di un convoglio di rifornimenti – sei navi da carico ed un trasporto truppe – scortato dalla corazzata Nelson, dagli incrociatori leggeri Edinburgh, Manchester ed Arethuse e da 11 cacciatorpediniere, nel contemporaneo rientro da Malta di sei mercantili scarichi e della cisterna militare Breconshire, scortati dal cacciatorpediniere Encounter; la Forza H, uscita in mare con l’incrociatore da battaglia Renow, la portaerei Ark Royal, l’incrociatore leggero Hermione e sei cacciatorpediniere, darà copertura all’operazione, mentre unità della Mediterranean Fleet uscite da Haifa ed Alessandria compiranno azioni diversive). Il Manara avvista sia il convoglio che le navi britanniche uscite da Malta per riunirsi con la Forza H, e lancia il segnale di scoperta, ma non riesce a portarsi in posizione adatta all’attacco in nessuno dei due casi.
30 luglio 1941
Viene di nuovo inviato tra Pantelleria e Malta (insieme ai sommergibili Fratelli Bandiera, Tembien e Zaffiro) per partecipare al contrasto dell’operazione britannica «Style», consistente anch’essa nell’invio di un convoglio a Malta (l’incrociatore posamine Manxman e gli incrociatori leggeri Hermione ed Arethusa in missione di trasporto di 1750 uomini e 130 tonnellate di rifornimenti, con la scorta diretta di due cacciatorpediniere ed indiretta di parte della Forza H) ed azioni diversive (bombardamento di Alghero da parte dei cacciatorpediniere Maori e Cossack e di aerei della portaerei Ark Royal); questa volta, però, non avvista nulla.
16 marzo 1942
Assegnato alla Scuola Sommergibili di Pola.
16 marzo 1942-15 luglio 1943
Effettua 203 missioni addestrative per la Scuola Sommergibili di Pola.
1942
Sottoposto a lavori di modifica, a seguito dei quali vengono ridotte le dimensioni della torretta.
Luglio 1943
Trasferito a Brindisi per essere sottoposto a grandi lavori di rimodernamento.
 

Il varo del Manara (da “Gli squali dell’Adriatico. Monfalcone e i suoi sommergibili nella storia navale italiana” di Alessandro Turrini, Vittorelli Edizioni, 1999, via www.betasom.it
Epilogo

Il 3 settembre 1943, mentre l’VIII Armata britannica sbarcava in Calabria (Operazione «Baytown»), il comando della flotta subacquea italiana (Maricosom) diede il via all’attuazione del Piano «Zeta»: lo schieramento della maggior parte dei sommergibili superstiti nelle acque dell’Italia meridionale, in un ultimo tentativo di proteggere le coste campane e calabresi dalle forze Alleate.
Anche il pur superato Manara, lasciata Brindisi, venne dislocato in Mar Ionio (al largo della Sicilia), nell’ambito di questo piano. In tutto, oltre al Manara, furono inviati nelle acque di Campania e Calabria i sommergibili Alagi, Brin, Diaspro, Marea, Vortice, Ciro Menotti, Onice, Zoea, Luigi Settembrini, CB 8, CB 9 e CB 10.
Il Manara, al comando del tenente di vascello Gaspare Cavallina, salpò da Brindisi alle 20.02 del 3 settembre, ma la sua navigazione fu tormentata dalle avarie; prima il motore di sinistra prese fuoco, poi vi furono guasti che causarono diverse infiltrazioni. Le riparazioni delle avarie si protrassero dalle 6.10 alle 17.30 del 4 settembre, ma non furono sufficienti a rimettere il battello in condizioni di efficienza, così alle 20.15 il Manara dovette invertire la rotta per tornare alla base. Alle 4.20 del 5 settembre 1943 il sommergibile si ormeggiò alla banchina del IX Gruppo Sommergibili di Brindisi.
Qui lo sorprese l’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, l’8 settembre 1943: dato che Brindisi rimase saldamente in mano italiana (tanto che il fuggiasco Vittorio Emanuele III la elesse a capitale provvisoria), il Manara scampò alla sorte di tante altre unità ai lavori od avariate, in porti dell’Italia centrale o settentrionale, che furono autoaffondate o catturate dalle forze tedesche; dato che era ancora immobilizzato dalle avarie, non dovette affrontare il triste viaggio a Malta.

 

Il Manara nel periodo successivo all’armistizio (g.c. Marcello Risolo via www.naviearmatori.net
Una volta rimesso in efficienza, ebbe inizio per il sommergibile il periodo della cobelligeranza. Alle 17.50 del 27 ottobre 1943 il Manara, sempre al comando del tenente di vascello Cavallina, salpò da Brindisi per una missione speciale, per conto dello Special Operation Executive britannico: risalito l’Adriatico, il sommergibile sbarcò tre gruppi, composti ciascuno da due-operatori informatori, in altrettante località della costa dell’Alto Adriatico (uno di essi era la missione «RAR» del Servizio Informazioni Militari, il servizio segreto delle forze armate italiane: la componevano il sottotenente Vincenzo Rosati ed il radiotelegrafista Ezio Paolini, e fu la prima missione sbarcata nelle Marche; operò nella zona di Ascoli Piceno nel novembre-dicembre 1943). Completata la missione, il Manara fece ritorno a Brindisi, dove giunse alle 6.58 del 3 novembre; i motori erano di nuovo in avaria, così il sommergibile dovette tornare ai lavori.
La sua anzianità, e le ripetute avarie che lo avevano colpito, sconsigliarono di usare di nuovo il Manara in missioni speciali d’infiltrazione; pertanto venne adibito a compiti addestrativi. Tornato in efficienza nel 1944, il battello fu impiegato nell’addestramento delle navi scorta Alleate (e più tardi anche di quelle italiane); per questa attività ebbe base inizialmente a Brindisi, quindi a Taranto ed infine a Palermo, poi di nuovo a Taranto e Brindisi. Dal 5 agosto al 27 ottobre 1944 il Manara (al comando del tenente di vascello Enzo Mariano) ebbe base anche a Malta, dove effettuò 14 esercitazioni.
Come gli altri sommergibili italiani, finita la guerra il Manara fu posto in disarmo; e come gli altri battelli languì in questo stato fino al 1° febbraio 1918, quando venne radiato. Seguì la demolizione.

Un’altra immagine del sommergibile (da www.grupsom.com



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